Economia: Fedriga, crisi globale spinge alleanze con Paesi più vicini

7 Marzo 2024 (ilFRIULI.it) Il Governatore del Fvg: “Il nostro sistema produttivo, occupazionale e sociale si è rivelato molto fragile in quanto troppo spesso dipendente in modo pressoché totale da materie prime e componentistica provenienti da Paesi che hanno poco a che fare con la democrazia”.

“Vanno rafforzati i legami tra tutte le democrazie occidentali partendo proprio dai territori e dalle realtà produttive. Non solo attraverso il lavoro essenziale delle diplomazie, ma anche utilizzando le reti che partono dal basso. Reti territoriali sempre molto stabili in grado di potenziare le alleanze strategiche a tutti i livelli”.  

Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga concludendo il suo intervento di saluto, trasmesso oggi in apertura della seconda edizione di “Open Dialogues for the Future”.

“Questa iniziativa – ha sottolineato Fedriga – rappresenta una piattaforma fondamentale se si considera il contesto globale con cui oggi dobbiamo confrontarci. Il sistema Italia – e quindi anche il Friuli Venezia Giulia – è condizionato infatti dalle tensioni internazionali che non riguardano solo l’aggressione della Russia all’Ucraina o gli attacchi terroristici di Hamas in Israele con la conseguente situazione che si è venuta a creare in Medio Oriente”.

“Stiamo attraversando un periodo nel quale i grandi blocchi non trovano più quell’osmosi globale di mercato che fino a poco tempo fa era data per scontata. Una situazione che ha messo in crisi il modello di sviluppo che avevamo costruito. Il nostro sistema produttivo, occupazionale e sociale – ha aggiunto il governatore – si è rivelato molto fragile in quanto troppo spesso dipendente in modo pressoché totale da materie prime e componentistica provenienti da Paesi che hanno poco a che fare con la democrazia”.

“Si è visto infatti che, purtroppo, questi Stati hanno gli strumenti per condizionare e mettere in difficoltà l’industria italiana ed europea. Le iniziative come Open Dialogues for the Future sono importanti proprio perché affrontano il tema della salvaguardia della nostra economia”.

“Le politiche di nearshoring e di reshoring – il riavvicinamento in territori vicini e amici delle diverse fasi industriali – sono cruciali perché le catene del valore e le filiere produttive oggi non possono più permettersi di essere condizionate da Paesi molto distanti. Decisioni – ha spiegato Fedriga – prese dall’altra parte del pianeta che possono mettere a rischio l’esistenza stessa delle aziende italiane e portare al licenziamento di migliaia di lavoratori con pesanti conseguenze per il nostro modello sociale e per la tenuta delle nostre istituzioni”.

“Oggi – ha rimarcato – dobbiamo essere pienamente consapevoli che alcune produzioni dal basso valore aggiunto non possono più trovare casa in Europa. A meno che Bruxelles non decida di introdurre, legittimamente, politiche in grado – come avviene per esempio per il settore agricolo – di garantire la sostenibilità economica di quelle attività”.

“Le soluzioni possono essere certamente le politiche di nearshoring che, nel caso del Friuli Venezia Giulia, devono interessare in particolare i Balcani. Molti Paesi di quest’area possono diventare infatti partner strategici per il nostro sistema, stringendo alleanze politiche sempre più strette con le democrazie occidentali”.

Presente all’evento l’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini che ha ringraziato la Camera di commercio di Pordenone-Udine per l’organizzazione e per l’alta qualità degli interventi e degli strumenti messi a disposizione della città e del pubblico regionale.

“Appuntamenti come Open Dialogues for the Future – ha detto Bini – sono fondamentali per aiutarci a far luce sul delicato momento storico che stiamo attraversando e che ha visto venire meno molti di quei paradigmi che in passato davamo per scontati, dalla fine della globalizzazione ai nuovi conflitti in corso in Ucraina e Medio Oriente. In questo contesto si inseriscono anche le imminenti elezioni europee, che vedono il nostro continente – ma anche il Paese Italia – chiamato a riscrivere le regole del gioco se da qui ai prossimi anni vuole evitare il rischio di diventare marginale”.

“Per la Regione – ha sostenuto – è strategico analizzare le prospettive economiche e geopolitiche, rafforzare la proiezione internazionale delle imprese e al tempo stesso mettere in campo misure innovative per attrarre nuovi investimenti. Da qui si comprende l’importanza di questo evento, che mira a fornire tanto agli addetti ai lavori, quanto al grande pubblico, gli strumenti per comprendere il futuro che ci attende”.

“Un appuntamento che, giunto alla seconda edizione, è già una scommessa vinta. Affermare oggi – ha concluso Bini – che Udine e il Friuli Venezia Giulia sono il centro di riferimento per i grandi temi della geopolitica e dell’economia mondiale non è più un auspicio, ma una realtà”.

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